La Tecnica

La Commedia dell’Arte ha 12 tipi di maschere, read more…
Le nostre maschere della Commedia dell’Arte sono interamente fatte a mano lavorando passo dopo passo la pelle in concia naturale, la maschera richiede circa 18 ore di lavoro per la modellazione del cuoio sul calco in legno.

Quà sotto le tecnica che utilizziamo e le fasi di realizzazione di ogni singola maschera sono spiegate passo per passo, nei laboratori verrà svolta la fase numero 5.

LE FASI DELLA COSTRUZIONE

1° FASE: LO SCHIZZO PREPARATORIO

Inizio scarabocchiando in sospensione di giudizio. Lascio che esca l’idea in mezzo a molte idee. Rispetto solo le caratteristiche di base della maschera che voglio realizzare. Scelgo quella che mi fa più ridere e passo alla fase seguente.

2° FASE: LA TAVOLA TECNICA

Disegno in scala 1:1 fronte, profilo e assonometria di un teschio umano. Sul teschio costruisco il grottesco dello schizzo rispettando le proporzioni anatomiche del “Triangoleto” e del “Tavoleto”.
“Triangoleto”: triangolo che ha ai vertici le due pupille e la radice del naso.
“Tavoleto” : quadrilatero che ha ai vertici i due zigomi e i due punti dell’occipite in cui la maschera tocca lo scheletro dell’attore.

3° FASE: MODELLO TRIDIMENSIONALE IN ARGILLA

Sul trespolo monto un pano d’argilla e seguendo la tavola tecnica realizzo la maschera. Non faccio una copia identica ma posso ancora modificare angoli dei sopracigli, lunghezza o gobbe del naso, etc… Riporto fedelmente però le misure anatomiche con un pantografo.

4° FASE: IL CALCO IN LEGNO

Sul trespolo monto il ciocco di legno. Io uso o cirmolo o tiglio ma molte altre essenze vanno bene. Sgrosso con mazzuolo e scalpello. Scolpisco con scalpelli e scorbie a mano. Rifinisco con raspe e carte vetrata. Uso sempre il pantografo per riportare l’anatomico dall’argilla al legno. Finita la scultura stacco il ciocco dal trespolo e arrotondo il dietro lungo la curva reale dei bordi della maschera futura.

5° FASE: LA MASCHERA IN CUOIO

Uso pelle di mucca conciata a tannino di spessore 1,8 – 2,0 mm. La bagno in acqua e aceto sfibrando il verso dei peli. Piazzata sul calco la inchiodo lungo tutto il bordo posteriore con chiodi di ottone. Prima avviene la micro martellatura con un martello di corno, poi la spianatura con un martello di caucciù. Le linee di scultura vengono messe in risalto con una spingina in corno o in bois de rose. Comanda il tempo di asciugatura della pelle. Se il naso e lungo predispongo la giunta per linguetta o per sovrapposizione nel punto della maschera meno visibile dal pubblico. Quando è vicina al punto di asciugatura la lucido con il suo collagene usando il dorso del martello di corno e il piatto della spingina. Levo i chiodi, rastremo le linguette posteriori e poi “ scappello” la maschera dal calco. Taglio occhi e narici, imprigiono un anima d’ottone lungo tutto il bordo. Monto i lacci, tingo con prodotti naturali ( catrame, tabacco, calce, caffè, mallo di noci, lacche, bacche di sambuco etc… usando come solvente o lo strutto o la cera d’api riscaldata) oppure con aniline e mordenti diluibili in acqua o in alcool. Mondo i peli di sopracigli e baffi se servono.

6° FASE: PROVO IO LA MASCHERA

Se è la prima volta che uso quel calco provo io la maschera per verificarne la vestibilità. Spesso bisogna ritoccare il calco almeno due o tre volte prima che la vestibilità sia perfetta.

7° FASE: CONSEGNO LA MASCHERA

E mi dedico a qualcos’altro.